Le 5 più potenti immagini del Pride di Instanbul 2015

Per oltre un decennio i queer (e gli omosessuali) hanno partecipato con entusiasmo alla Pride Parade di Istanbul, usandola come esempio di ciò che è possibile in un Paese a maggioranza musulmana.

Questo Pride 2015 ha lasciato invece molti di noi furiosi e con l’amaro in bocca: Vasip Şahin, Governatore di Istanbul, membro di un partito che quest’anno ha avuto una cocente sconfitta alle urne, usando il Ramadam come pretesto ha bandito la Pride Parade all’ultimo minuto.

[NDT: l’AKP partito che ha “sdoganato” in Turchia le posizioni meno laiche e più clericali, capitanato dal leader Erdogan ha avuto un calo notevole di voti e Erdogan non ha potuto imporre al Paese il Presidenzialismo da lui tanto agognato]

“La polizia ha attaccato decine di migliaia di persone con spray al peperoncino, proiettili di plastica e cannoni d’acqua. Tutte le entrate da e per Via Taksim ed Istiklal sono state bloccate” ha riferito uno degli organizzatori della Pride Parade. Gli organizzatori hanno arringato la folla: “Tutti i partecipanti alla Parata sono pregati di restare in zona e non lasciare il quartiere di Beyoglu fino a che la marcia non inizierà come programmato”

I religiosi che hanno sfidato il divieto

Molte persone religiose, queer o meno, hanno partecipato al Pride sin dall’inizio. Il Sindacato Inglese dei lavoratori della Televisione e del Teatro, BECTU, che ha una sezione BECTU LGBT attiva nella difesa dei diritti dei lavoratori LGBT del settore, ha twittato una foto che mostra due giovani donne orgogliose e sorridenti nei loro chador colorati, con in mano la bandiera Rainbow mentre partecipano alla Pride Parade. Scrive BECTU LGBT: “Dopo le orribili scene della brutalità usata dalla polizia, questa immagine è bellissima”. Anche utenti turchi hanno scritto che il tentativo di bloccare la Pride Parade da parte del Governatore è stata solo una vendetta politica per aver perso le elezioni e che il Ramadam è stato usato come pretesto.

[NDT: sulla pagina Facebook, BECTU LGBT scrive che i media, al solito, hanno mostrato solo la brutalità poliziesca “dimenticando” di mostrare i tanti cittadini turchi religiosi e non, politici e persone comuni, che hanno protetto i partecipanti alla Parade, formando delle barriere umane per difenderli dalla violenza delle forze dell’ordine. BECTU LGBT ricorda che la solidarietà, l’unione tra lavoratori e cittadini, tra comunità oppresse e LGBT è la chiave per garantire a tutti diritti, eguaglianza socio economica e dignità ]

L’amore in marcia!

Tante le immagini di coppie che si tenevano per mano, che si abbracciavano o baciavano. Il loro amore ci ricorda che il Pride narra per prima cosa l’amore e che in nome dell’amore si marcia per ottenere diritti per le persone LGBT. Dietro uno striscione una coppia di ragazzi si bacia: è così normale, così semplice quel bacio, da passare quasi inosservato tra la folla; quel bacio e l’amore che svela hanno reso assolutamente meravigliosa la marcia.

Un giovane italiano ha scelto proprio quella foto su Twitter, scrivendo: “Hanno provato a reprimere l’amore, ma sarà proprio l’amore che vincerà” Un utente turco scrive: “l’amore non può essere negato da un bando”.

I familiari che offrono sostegno

Alcuni dei messaggi più belli vengono dalle famiglie che hanno partecipato al Pride. LİSTAG (Families of LGBTs in Istanbul), un gruppo di supporto per familiari ed amici delle persone LGBT, attivo sin dal 2008, che ha sempre partecipato con i suoi attivisti alla Pride Parade di Istanbul, anche quest’anno ha dato il suo contributo alla marcia. Significativa una foto che mostra un padre ed un figlio, l’uno accanto all’altro, mentre marciano: il padre regge un cartello che proclama: “Sono tuo padre e sono al tuo fianco”. Su Twitter leggiamo a commento della foto: “la famiglia può renderci vivi o distruggerci, quel cartello dice tutto!”.

Le persone resistono agli abusi e l’arcobaleno rainbow svetta sulla violenza della polizia

Molte delle persone in marcia, ascoltando l’invito degli organizzatori a resistere, hanno continuato a sfilare nonostante fossero trattati come criminali; ballando, cantando hanno superato la violenza. Per ironia il mix di gas e acqua sparati dalla polizia hanno creato un bellissimo arcobaleno. In una foto un giovane attivista sventola la bandiera rainbow verso i mezzi militari. Il giovane che ha twittato la foto scrive: “la bandiera rainbow è un arma da temere!”

Nonostante gli omofobi capi delle forze di polizia cittadine sperassero di stroncare la marcia, non vi sono riusciti e la sfilata ha ripreso vigore.

Scrive KAOS-GL l’organizzazione LGBT più antica di Istanbul:

“le organizzazioni unite hanno resistito all’attacco della polizia e la bandiera rainbow svetta ovunque su Beyoğlu Street!”

Tweetta dal Bnagladesh una donna bisessuale: “E’ bello sentire che la Pride Parade si è tenuta nonostante sia stata ufficialmente annullata”.

Articolo tradotto da: http://islamandhomosexuality.com/5-powerful-images-from-istanbul/

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